2. Il Grafico 1 riflette la localizzazione ...

Il Grafico 1 riflette la localizzazione di un gruppo di aziende zootecniche da latte Olandesi distribuite all’interno di uno spazio definito dalla dimensione e dall’intensità di esercizio. L’anno di riferimento è il 1969 - l’anno in cui fu elaborato il noto Piano Mansholt per l’agricoltura dell’allora CEE. A quel tempo la “diversità empirica” veniva a malapena considerata come dimensione rilevante. Tutta l’attenzione veniva posta sulla cosiddetta “azienda agraria ottimale”: un modello aziendale localizzato da qualche parte nel futuro e verso il quale l’attività agricola dovrebbe convergere (Ploeg, Mansholt, Saccomandi e Benvenuti, 1995). Ed in realtà anche le diverse politiche settoriali dell’agricoltura risultavano crescentemente strutturate al fine di permettere - se non di produrre direttamente - un simile “salto” verso il presupposto ottimo. Il “salto” in questione (“sviluppo strutturale”, o “modernizzazione” o, infine, “razionalizzazione”) veniva concepito come un processo necessariamente selettivo nel quale sarebbero finalmente risultate incluse aziende gestite da attori “idonei” (o “moderni”, “razionali”, ecc.) mentre le aziende definite non vitali e gestite, quindi, da operatori “inidonei” (“tradizionali”, “managers insufficienti”, ecc.) ne sarebbero rimaste escluse. Ergo, il futuro veniva ad emergere come un “bene limitato”: i produttori primari del settore dovevano confluire tutti in uno stato di feroce concorrenza reciproca per poter sopravvivere come agricoltori.

Grafico 1: Diversità ed il progetto di modernizzazione, 1969

In fin dei conti, tuttavia, il presunto processo di convergenza fenomenologica (ma anche strutturale , culturale ed organizzativa) non si è avverato (Ploeg, 1990c e 1994). Il Grafico 2 si riferisce alla diversità osservabile in Olanda nel 1982. E’ evidente che in termini di dimensioni e di intensità questa risultava molto più ampia di quanto non fosse tredici anni prima.

Grafico 2: processi di differenziazione (dal 1969 al 1982)

Nel periodo in questione si è prodotto - è vero - un considerevole aumento di scala associato ad un accelerato processo di intensificazione produttiva. Tuttavia questo specifico modello di sviluppo aziendale dimostra di essere solo uno fra i molti processi locali di sviluppo che hanno ristrutturato l’intero panorama agricolo nazionale. A lato di esso sono apparsi modelli contrastanti come ad esempio: intensificazione aziendale senza crescita dimensionale; considerevoli aumenti della sola scala; modesti processi di crescita aziendale o di riequilibrio parziale (vedi Ploeg 2003a per una discussione piu ampia).

I vari modelli di sviluppo aziendale derivano tutti da differenti strategie perseguite dai produttori - strategie le quali in parte riflettono anche le specificità di situazioni locali, relazioni famigliari, cultura regionale, ecc. Allo stesso tempo le diverse strategie sfociano in stili di gestione aziendale diversi.